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Lux in Arcana, Archivio Segreto Vaticano PDF Stampa E-mail
La mostra “Lux in Arcana – L’Archivio Segreto Vaticano si rivela”, da febbraio 2012 ai Musei Capitolini, permetterà di ammirare il libro "più pesante" dell'Archivio Segreto Vaticano.
Nell’inventario è custodito con il numero 8.590, e con i suoi 60 kg di peso, la copertina in legno e la rilegatura in pelle rossa, contiene informazioni sulle finanze, il patrimonio e la gestione amministrativa della famiglia Borghese. Fa parte del fondo donato dagli stessi membri della nobile famiglia romana all’Archivio Segreto Vaticano nel 1932. Per trasportare questo singolare volume, dal deposito sotterraneo alle sale studio, occorrono ogni volta due persone.

 

 

Non è l'unica sorpresa di una mostra che si preannuncia come un importante evento culturale. L'esposizione illustrerà ad esempio la consistenza dei sigilli, usati per secretare documenti ufficiali, in metallo o cera a partire dal Medioevo. Da allora si diffuse l’uso combinato anche di minerali, come l’ossido di piombo o il carbonato di rame, per ottenere colorazioni diverse. Il sigillo in piombo, poi, venne usato per le bolle papali, in particolare per le lettere di Cancelleria. Bisognerà arrivare al periodo tra il XVI e XVII secolo per veder apparire la ceralacca, chiamata anche cera di Spagna, il cui ingrediente principale è una sostanza secreta da particolari insetti.


Dall’Archivio Vaticano anche bolle papali orginali, come le uniche tredici conservate del pontificato di Paolo III Farnese (1534-1549), tra le migliaia emanate con cui gli uffici della Curia Romana spedivano le loro missive in tutto il mondo cristiano. La fabbricazione della matrice metallica, usata per imprimere le bolle di papa Farnese, era stata eseguita da Benvenuto Cellini. Il celebre intagliatore fiorentino ricevette dalla Camera Apostolica il pagamento di 50 scudi quale compenso per il suo lavoro. Questo è rivelato dal mandato di pagamento conservato nei registri dell’Archivio della Camera Apostolica.

Tutto questo e altri documenti permetteranno di ricostruire dodici secoli di storia di conclavi, eresie, papi e imperatori, crociate, scomuniche direttamente attraverso le fonti.

 

L’esposizione permetterà anche di far luce su alcuni personaggi storici emblematici di un'epoca, come Egidio Àlvarez de Albornoz y Luna, il cardinale condottiero che fu anche cancelliere del re di Spagna. Siamo a metà del 1300, sotto il pontificato di Clemente VI, nel periodo in cui la corte papale si rifugiò ad Avignone. Il pontefice riconobbe proprio ad Albornoz l’incarico di restaurare l'autorità papale nei territori italiani della Chiesa, in mano a diversi signori locali e in una situazione di quasi completa anarchia. Tra azioni militari e diplomatiche riuscì a riportare sotto la sfera dell’autorità papale Spoleto, le Marche e la Romagna. Un risultato della sua azione furono anche le cosiddette Costituzioni Egidiane, un insieme di norme che regolavano i rapporti tra il Pontefice e i principali feudatari, che rimasero in vigore addirittura fino al 1816.


Il sito ufficiale – www.luxinarcana.org - fornisce aggiornamenti continui sulle anticipazioni dei documenti che faranno parte dell’esposizione. Si tratta di manoscritti, codici, pergamene, filze e registri, custoditi da oltre 400 anni nell’Archivio dei Papi, che varcheranno le porte del Vaticano per essere esposte nel Museo romano fino al settembre del 2012.

 

Tra i tesori della mostra anche documenti originali e preziosissimi, come la Bolla Inter Cetera di Alessandro VI sulla scoperta del Nuovo Mondo del 1493, rivelata proprio in concomitanza con l’anniversario della scoperta dell’America, il 12 ottobre 1492. Emanata da papa Alessandro VI (lo spagnolo Rodrigo de Borja) al rientro di Cristoforo Colombo in Europa su richiesta dei sovrani spagnoli - timorosi di rivendicazioni da parte del Portogallo -, la bolla delimita il dominio marittimo e coloniale di Spagna e Portogallo e per questo fu detta anche bolla di partizione. Con essa, inoltre, il papa chiede ai sovrani di inviare presto missionari cattolici nelle nuove terre per convertire al Cristianesimo le popolazioni indigene.

Tra i 100 documenti sono già stati resi noti il Privilegium Ottonianum, il Dictatus Papae di Gregorio VII, la bolla di deposizione di Federico II, la scomunica di Leone X a Lutero, la lettera dei membri del Parlamento inglese a Clemente VII sulla causa matrimoniale di Enrico VIII, gli atti del processo a Galileo Galilei, la lettera su seta dell’imperatrice Elena di Cina, la lettera su corteccia di betulla scritta dagli indiani d’America a Leone XIII, alcuni scelti documenti del “periodo chiuso” relativi alla Seconda Guerra mondiale.