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Pantheon

Pantheon

L’Hotel Julia si trova in via Rasella 29, nel centro di Roma, da dove è possibile raggiungere ogni angolo del centro storico della città. Poco distante dall’Hotel Julia, dopo una breve e piacevole passeggiata per le vie del centro storico di Roma, potrete visitare il Pantheon, uno dei monumenti più antichi e meglio conservati di Roma; un edificio sacro in origine dedicato a tutti gli dei. Sorge in uno dei punti più bassi di Roma, nell’antico Campo Marzio, e domina il lato meridionale di Piazza della Rotonda con la sua maestosa facciata.

Il più bel resto dell’antichità romana è senza dubbio il Pantheon. Questo tempio ha così poco sofferto, che ci appare come dovettero vederlo alla loro epoca i romani. . Credo che questa volta immensa, sospesa sulla testa senza apparente sostegno, dia agli sciocchi il senso della paura; ma ben presto si tranquillizzano e dicono: “E’ per farmi piacere che si son presi la pena di darmi una sensazione così forte!

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Nell’anno 27 a.C. Agrippa, genero e architetto di Augusto, erige il Pantheon sul luogo dove Romolo, secondo la leggenda, “ascese” in cielo durante una cerimonia. E’ un tempio comune, rettangolare, di media dimensione, concepito come luogo di culto collettivo di più divinità. Nel corso degli anni il tempio subisce incendi e altre calamità, viene restaurato più volte finché l’imperatore-architetto Adriano lo ricostruisce fra il 118 e il 128 d.C. E’ sicuramente di Adriano il pronao con le sedici colonne, l’ampliamento della “rotonda” e la cupola in calcestruzzo, la più larga che si sia mai costruita in muratura, realizzata con una tecnica d’avanguardia. Adriano vuole ricordare l’architetto originario, e ripristina l’iscrizione sul frontone: “(Marco Agrippa, figlio di Lucio, Console per la terza volta, edificò).

Nel 608 l’imperatore Foca dona il tempio a Papa Bonifacio IV che lo consacra al culto cristiano: Sancta Maria ad Martyres, capolavoro dell’architettura romana e primo caso di trasformazione di un tempio pagano in chiesa cristiana Il tempio si presentava su una gradinata che partiva da una piazza porticata più bassa dell’attuale. In origine la calotta era esternamente coperta con tegole di bronzo dorato collocate a squame, sottratte nel 663 dall’imperatore d’Oriente Costante II e sostituite da una copertura di piombo nel 735. S

tessa sorte subiscono i rivestimenti bronzei del portico, usati per fondere cannoni o concessi da Urbano Vlll al Bernini per realizzare il baldacchino di S. Pietro. Poche le aggiunte all’architettura originaria: gli ornamenti della chiesa, i sepolcri di grandi artisti (Raffaello) e quelli dei Reali d’Italia. Sempre il Bernini erige due brutti campanili ai lati del timpano definiti “orecchie d’asino”, eliminati a fine ottocento.

Nel Pantheon trovarono posto anche busti onorari che Pio VII fece rimuovere e trasportare in Campidoglio, nell’attuale Protomoteca (raccolta di busti di personaggi illustri). Oggi l’assenza del rivestimento mette a nudo l’opus in mattoni con gli archi di scarico che sostengono il peso della mole. Il pronao nasconde la vista della “rotonda” fino all’ingresso nello spazio determinato da una sfera inserito in un cilindro, il finito e l’infinito insieme. Il pavimento è coperto di marmi a colori e così pure le pareti a sostegno della cupola terminante con un grande oculos circolare – un’apertura di 9 metri di diametro – che serviva a dar luce all’interno e come sbocco al fumo dei fuochi sacrificali.

L’asse dell’edificio contempla una piccola deviazione rispetto all’ orientamento nord-sud: ogni anno, alle 12 del 21 giugno, solstizio d’estate, il raggio di sole che attraversa l’oculos investe il visitatore che accede all’interno dal centro del portale.

Come arrivare: in metropolitana, la fermata più vicina è Barberini (linea A), a circa 450 metri dal Pantheon. Gli autobus che portano in zona sono: 30, 40, 62, 64, 81, 87 e 492. Queste linee effettuano tutte la fermata in Largo di Torre Argentina, a 400 metri dal Pantheon.